
Un paio di giorni fa si è chiusa per me un’esperienza iniziata con qualche perplessità un anno fa. Un anno impegnato e impegnativo che mi reso diverso, forse più esperto, forse più capace (soprattutto di alzarmi presto al mattino), forse più indirizzato verso la concezione mainstream della vita, sintetizzabile nella classica formula vivi-produci-consuma-muori.
Formula che comunque ho ancora qualche difficoltà ad accettare coscientemente, come peraltro ha ben chiaro il mio organismo visto che si ritrova in balia di sintomi sempre nuovi sempre un po’ diversi (perché anche la creatività è importante).
Comunque per porre un freno alle divagazioni e arrivare al punto, volevo solo dire che in questo weekend di stasi, che preannuncia un domani nuovo e per ora completamente ignoto, ho deciso che è arrivato il momento di porre fine al ciclo che ho aperto più di due anni fa in questo blog.
Dopo averci riflettuto abbastanza penso che non sia più il tempo di un sapere enciclopedico dal retrogusto vagamente didascalico perché non lo sento parte di me, non mi compete. Come se io potessi trasmettere una saggezza e una sapienza che invece non mi appartengono.
Non mi è più possibile restare dentro questi paletti che io stesso avevo scelto.
Ergo… smetterò di parlare di libri o meglio smetterò di parlare solo di libri e farò in modo che questo blog diventi un “Parole in libertà” di nome e di fatto, scrivendo di quello che mi va quando mi va, magari puntando di più (come sto facendo adesso) a quell’autoreferenzialità che è un po’ il mainstream del blogger medio, magari puntando su qualcos’altro. Ancora non lo so, ma questo non è un problema.
E’ stato bello cercare di parlare dei libri che sono stati importanti per me, certe volte persino esaltante. Ma non è il mio ruolo e nemmeno quello che voglio.
Quello che voglio adesso è un po’ di cambiamento ed è da qui che lo farò cominciare.
A presto, forse.