
Ormai il periodo vacanziero sta per finire per tutti. Si avvicina il momento giusto per mettere da parte i falsi buoni propositi e la speranza che l’anno nuovo porti benessere e felicità. Perché, diciamocelo, in realtà “nulla è più difficile da sopportare di una serie di giorni felici. È giunta l’ora di farla finita con la favola millenaria secondo cui felicità, beatitudine e serenità sono mete desiderabili della vita”.
Se siete anche voi di quest’idea, vi consiglio di cominciare il 2008 con Paul Watzlawick e le sue “Istruzioni per rendersi infelici”. Se pensate di essere già abbastanza infelici e che questo libro non possa esservi d’aiuto, vi sbagliate. “Tutti possono essere infelici, ma è il rendersi infelici che va imparato, e a ciò non basta certamente qualche sventura personale”.
Non aspettatevi da questo breve saggio l’aria fritta di cui sono soliti riempirsi libri con un titolo del genere. In modo molto semplice e marcatamente ironico, Watzlawick propone esempi ed esercizi che se seguiti con scrupolosità promettono un’efficace e persistente infelicità.
Per perseguire l’obiettivo si può cominciare dall’esaltare il proprio passato. Infatti, “al più dotato aspirante all’infelicità non dovrebbe essere difficile riconoscere nella propria giovinezza l’età dell’oro irrimediabilmente perduta, rendendosi così accessibile un’inesauribile fonte di tristezza”. “Un ulteriore vantaggio della fedeltà al passato consiste nel fatto che in questo modo non rimane il tempo di dedicarsi al presente”.
A questo punto sarà possibile affrontare i problemi della vita come avviene nella “storiella dell’uomo che batteva le mani ogni dieci secondi. Interrogato sul perché di questo strano comportamento, rispose: «Per scacciare gli elefanti». «Elefanti? Ma qui non ci sono elefanti!». E lui: «Appunto»”. Morale della favola: “rifiutare o scansare una situazione temuta, un problema, da un lato sembra essere la soluzione più logica, dall’altro però assicura il persistere del problema. E il suo valore per noi consiste proprio in questo”.
Imparate le basi, ci si può ora cimentare nel rovinare le proprie relazioni sociali. Due banali esempi che tutti voi avrete già sperimentato.
Primo. “Un efficace fattore di disturbo nelle relazioni consiste nel concedere al partner solo due possibilità di scelta e, non appena ne scelga una, nell’accusarlo di non aver scelto l’altra”.
Secondo. I paradossi nella comunicazione: “tra tutte le complicazioni, i dilemmi e le insidie che possono esistere nella struttura della comunicazione umana, l’assurdità del cosidetto «Sii spontaneo!» è certamente la più diffusa. Essere spontanei ubbidendo ad un ordine è tanto impossibile quanto dimenticare intenzionalmente qualcosa o scegliere di dormire più profondamente. O si agisce spontaneamente, quindi di propria iniziativa, oppure si esegue un ordine e in questo caso non c’è alcuna spontaneità”.
Ecco, io qualche dritta per affrontare meglio l’anno nuovo ve l’ho data. Chi decide di seguire le istruzioni di Watzlawick me lo faccia sapere così tra qualche mese verifichiamo se ha davvero ben imparato a difendere con tenacia la propria infelicità.
Ovviamente buon 2008 a tutti.