
Tutte le grandi religioni possono annoverare al proprio interno la presenza di almeno un testo sacro a cui i milioni di fedeli possono fare riferimento per avere le indicazioni di come dovrebbero condurre la propria vita. Io a 26 anni penso di avere finalmente trovato il mio, ma non immaginatevi niente di trascendentale. Si tratta di “Metodo e rappresentazione del mondo”, scritto sul finire del secolo scorso da Giovanni Boniolo.
Avevo già introdotto un po’ di tempo fa il discorso sulla filosofia della scienza attraverso il libro di Giorello per cui non ritornerò su quanto già detto.
Boniolo dimostra già dalle prime pagine che ne sa e argomenta sempre le proprie idee con certosina accuratezza. Sul suo libro tratta diversi temi senza però che il testo assuma le caratteristiche di un manuale. Non senza un pizzico d’ironia si parte dal concetto di metodo scientifico per introdurre il discorso sui rapporti tra scienza e filosofia, tra proposizioni scientifiche e credenze personali, tra i concetti e il mondo che essi rappresentano.
Le posizioni che assume escono dai comuni e futili stereotipi sul che cosa sia l’attività scientifica. Boniolo va per la sua strada e non a caso il sottotitolo dell’opera è: “Per un’altra filosofia della scienza”.
Per evitare di protrarmi in discorsi troppo ampi per questo spazio e visto che si tratta per me di un testo “sacro”, vi propongo qui i dieci comandamenti, o meglio suggerimenti, estratti dalle pagine di questo libro. Prima di proseguire però lasciate da parte il dogmatismo e considerateli piuttosto come una sorta di phrónesis, ossia “un prescrittivismo «prudente», un prescrittivismo stemperato e talmente atipico da enfatizzare non la regola generale quanto la sua applicazione particolare”.
1. “La scienza è un’avventura umana che deve essere studiata nel mondo della vita e che il suo ragionamento tipico fatto internamente alle teorie scientifiche è quello deduttivo, quello tipico della dinamica scientifica è argomentativo. Ma non è vero che nella scienza reale tutto sia retorica o tutto vada bene, bisogna sempre tener conto dei dati sperimentali e delle osservazioni empiriche”.
2. “La conoscenza scientifica è sia confinata sia limitata. Confinata in quanto oltre al sapere scientifico che si ha in un dato momento storico-culturale ve n’è dell’altro che ancora non si possiede. Limitata in quanto non ci permette di accedere a come realmente stanno le cose, ma a come le abbiamo costituite noi conoscitivamente”.
3. “Conoscere non è sinonimo di conoscere empiricamente”.
4. “Coloro che sostengono che tutto ciò che non è puramente scientifico del nostro modo di conoscere il mondo non ha alcuna validità, in realtà sostengono qualcosa che scientifico non è”.
5. “Lo statuto di una proposizione non è fissato, o fissabile, in modo non ambiguo, bensì dipende dalla particolare concezione epistemologica dalla quale lo si analizza”.
6. “Mentre una generica proposizione scientifica può essere anche dimostrata, una credenza può solo essere argomentata”.
7. “I valori e i principi primi della conoscenza possono essere solo argomentati, ma non dimostrati”.
8. “Nessun problema filosofico ammette soluzioni definitive, ma soluzioni più o meno buone, più o meno valide anche e soprattutto per chi, in tutta onestà, con il senso dei propri limiti intellettuali e un po’ d’ironia scettica, le ha avanzate”.
9. “La conoscenza umana è senza fundamenta inconcussa. I principi alla quale essa è appesa non sono appesi a null’altro che a noi stessi che crediamo in loro”.
10. “Il dogmatico è colui che difende la sua credenza come l’unica vera; è colui che trascura la differenza fra soggettiva credenza psicologica nella verità e il fatto che la conoscenza di un’eventuale oggettiva verità ultima è preclusa all’uomo. Lo scettico ritiene correttamente che nessuna credenza possa essere dimostrata vera o falsa in modo definitivo, ma erroneamente salta a concludere che non si deve credere in nulla. Se si deve scegliere fra i due estremi, è meglio non credere affatto, che credere troppo. Si è meno pericolosi per sé e per gli altri”.
Se mutuate queste piccole “regole” dal mondo della scienza alla vita di tutti i giorni, scoprirete quanto possano essere utili. Ma, mi raccomando, fatene sempre un uso prudente.