
Il cursore lampeggia su una pagina bianca. Non c’è una storia da raccontare o personaggi che abbiano qualcosa da dire. Manca anche il più piccolo accenno di trama.
Potrebbe nascere un racconto noir. Le strade strette e grigie di Parigi, ombre lunghe e maliziose in nottate senza sonno. O magari una favola moderna con tanto di principessa-lavapiatti e cavaliere-broker finanziario.
Se venissero raccontate le note di “Sky Blue Sky”, invece, diverrebbero certamente un diario. Un semplice quaderno con la copertina ruvida. Senza righe e con le annotazioni scritte con colori diversi. Ci sarebbero dentro i biglietti di un concerto di tanti anni prima, la ricevuta di un ristorante in collina, le foto degli amici in formazione calcistica. Una pila alta così di ricordi più o meno belli, riflessioni timide.
“Either Way” scrive con un Hammond A100 in sottofondo. Un arpeggio portante e la storia raccontata dalla chitarra si materializza sul foglio. “Maybe the sun will shine today / The clouds will blow away / Maybe I won’t feel so afraid / I will try to understand / Either Way”. Passato il temporale, scomparsa la paura, ritrovata la fiducia.
Anche la title track “Sky Blue Sky” sta sul pezzo. “With a sky blue sky / This rotten time / Wouldn’t seem so bad to me now / Oh, if I didn’t die / I should be satisfied / I survived / That's good enough for now”.
Anche se le nuvole non sembrano mai state così nere sembra possibile che arrivi il vento a riportare caldi raggi di sole. Si respira speranza in queste canzoni. Lo sguardo spazia e il panorama non disorienta, ma rasserena.
Ci sono scene di vita quotidiana e preoccupazioni in chiave blues come in “Hate It Here”: “I try to stay busy / I do the dishes, I mow the lawn / I try to keep myself occupied / Even though I know you’re not coming home... I’ll check the phone / I’ll check the mail / I’ll check the phone again and I call your mom / She says you’re not there and I should take care”.
Pagine scritte con sentimento, trasporto e una vena pop che conquista subito. Canzoni vere e proprie. Si intervallano i pezzi leggeri come “Leave Me (Like You Found Me)”, le suppliche e le scuse sincere di “Please Be Patient With Me”, il rock più grintoso di “Walken”, il blues storto di “Shake it off”.
Disegni, cancellature, colore, appunti da un libro.
“On And On And On” è invece una pagina nascosta. Un desiderio affidato alla carta e ribadito da quello “yeah” dopo le frasi principali. “On and on and on we’ll stay together yeah / On and on and on we’ll be together yeah… One day we’ll disappear together in a dream/ However short or long our lives are going to be / I will live in you or you will live in me / Until we disappear together in a dream… You and I will stay together yeah /You and I will try to make it better yeah”.
E’ un crescendo continuo. Un rincorrersi di strumenti. Un urlo di gioia trattenuto.
Futuro, voglia di giocare e capacità di leggere tra le righe. Tweedy e compagni non cercano di stupire, però riescono a farsi voler bene.
Empatia. capacità di identificarsi con gli stati d’animo di una persona. Potremmo averlo scritto tutti quel diario. Per fortuna ci sono gli Wilco ad averlo reso realtà.
WILCO – SKY BLUE SKY
Reprime Records
2007
1. Either Way
2. You Are My Face
3. Impossible Germany
4. Sky Blue Sky
5. Side With The Seeds
6. Shake It Off
7. Please Be Patient With Me
8. Hate It Here
9. Leave Me (Like You Found Me)
10. Walken
11. What Light
12. On And On And On
Inutile provare a fare a pezzi il disco, pesare qualità e meriti, operare un confronto con in suoi fratelli maggiori. Niente. Perde nettamente contro gli arrangiamenti di “Yankee Hotel Foxtrot”, non si inerpica su strade meno battute come ha fatto “A Ghost Is Born”. Meglio lasciare da parte il bisturi e ascoltare senza barriere. Ne vale la pena.



